Pamela Anderson: il sex symbol più amato degli anni ’90

Che negli anni ’90 siate stati poco più che bambini o già adulti poco importa, chiunque di voi sarà rimasto incantato anche solo per qualche secondo davanti alla tv a guardare la sigla di “Baywatch”. La serie tv che raccontava le vicende di un gruppo di bagnini in rosso di un’assolata spiaggia californiana è stata talmente iconica che ancora oggi, a distanza di anni, c’è sempre qualcuno che cerca di replicare la famigerata corsa sulla spiaggia. Una serie cult dove a farla da padrone, con la sua bellezza e la sua sensualità, era sempre e solo lei: Pamela Anderson. Merito di un corpo da pin-up e della chioma bionda iper voluminosa ispirata a Brigitte Bardot, ma anche dello sguardo da gatta enfatizzato da un make-up deciso, per tutti gli anni ’90 Pamela Anderson ha rappresentato l’icona sexy per eccellenza, la “Californian Girl” biondissima e abbronzata, protagonista di innumerevoli scatti fotografici per riviste iconiche come Playboy.

Recentemente tornata alla ribalta con un new look da “clean-girl”, Pamela resta ancora Pamela anche senza make-up, portatrice ora di una femminilità più matura ma anche più fragile e delicata, a dispetto delle difficoltà che ha incontrato nella sua vita, ma soprattutto attivista per i diritti degli animali e dell’ambiente. Se guardiamo i look del passato, al di là del costume intero rosso fuoco della serie tv, Pamela durante la sua giovinezza ha incarnato con convinzione la sua immagine di sex symbol internazionale, con look audaci e sexy dove scollature, spacchi e aderenze erano all’ordine del giorno. A tratti al limite con il bad taste, addosso a lei anche il look più eccentrico risultava credibile proprio perché adattato alla sua personalità. Amante delle biker jacket e degli shorts di jeans abbinati a t-shirt bianche, ma anche del latex e della pelle, Pamela è sempre stata un mix di provocante sex appeal e ingenuità, ed è per questo che ancora oggi, e nel giorno del suo compleanno, il suo mito resta intramontabile.

[📷 Getty Images; ZUMA Press, Tsuni, USA, Featureflash Archive, Alamy / IPA]

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