Tredici anni dopo l’uscita del primo film, “Avatar” è tornato con il suo secondo capitolo, “La Via dell’Acqua”, che è già stato in grado di superare la soglia dei 500 mln di dollari di incassi globali a meno di una settimana dalla sua uscita nelle sale. Sam Worthington, Zoe Saldaña, Kate Winslet e gli altri protagonisti della pellicola, sono stati in grado di riaccendere negli spettatori quell’amore per l’ambiente che, soprattutto oggi, è fondamentale tutelare. Non per altro, “Avatar 2” è stato definito anche dal “The Guardian” come «un film per i nostri tempi: un grido di battaglia per farci amare e proteggere gli oceani che sono così vitali per la vita sulla Terra».

Dopo l’enorme successo riscosso dalla pellicola nel lontano 2009, lo scorso 14 dicembre è uscito nelle sale il secondo capitolo di “Avatar”, intitolato “La Via dell’Acqua”. Il primo colossal di fantascienza, realizzato totalmente in 3D, aveva portato con sé non poche polemiche e temi su cui riflettere, i quali non sono mancati anche in questo secondo lavoro diretto da James Cameron.

Una delle conseguenze principali a cui il film – come il suo predecessore – ha dato vita, è l’ormai nota “PADS”, ovvero la “Sindrome Depressiva Post-Avatar”. Questa sindrome non medica ma sociale è dovuta a una sorta di profonda malinconia scaturita dopo la visione del film a causa dall’angoscia provocata nel momento in cui siamo messi di fronte a quelle che potrebbero essere le sorti del nostro pianeta.

Uscire dalla sala cinematografica e ritrovarsi faccia a faccia con una realtà grigia, fatta di cemento e grattacieli dopo aver visto le profondità dei fondali e la bellezza di “Pandora” – pianeta sul quale è ambientato il film – non può infatti che generare in molte persone un senso di impotenza e, di conseguenza, dolore.

Già record dell’anno al botteghino solo con gli incassi del primo weekend, “Avatar 2” punta a far riflettere anche sulle specie animali in esso presenti. Dalle balena ai delfini, infatti, il film svolge un importante “processo educativo” al fine di farci comprendere come anche questi esseri viventi posseggano una vera e propria cultura e senso della comunità.