Pierpaolo Piccioli: «Pensare che ci sono esseri umani che in questo momento possano avere paura delle conseguenze di queste elezioni mi da alla testa»

«Sono preoccupato e anche inca*zato perché sono costretto ad argomentare quello che mi sembrava ovvio, tra pochi giorni rischiamo di fracassare Io spazio fragile e umano in cui stiamo provando a vivere» Inizia così la riflessione condivisa su Instagram da Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, che ha voluto condividere un proprio pensiero in questa delicata settimana che si concluderà domenica 25 settembre con le votazioni per le elezioni politiche. Un lungo sfogo, specchio riflesso delle paure e delle agitazioni che attanagliano molte persone, timorose che i loro diritti non vedano mai la luce.

«Io e Simona abbiamo cresciuto i nostri figli senza dogmi, abbiamo messo a disposizione loro tutti i valori in cui crediamo, l’empatia, il confronto costruttivo con chi ha opinioni diverse, la libertà anche di scontrarsi se necessario e difendere questa libertà ad ogni costo. Gli abbiamo insegnato che nonostante spesso la società provi a dire il contrario, le donne hanno la possibilità di scegliere in maniera autonoma per il proprio corpo, senza che vengano mortificate, umiliate e ostacolate. Gli abbiamo insegnato che ogni nuovo cittadino che arriva a Nettuno, dove siamo cresciuti e dove stiamo crescendo Benedetta, Pietro e Stella, deve avere lo stesso benvenuto indipendentemente dal luogo di provenienza, dall’etnia o dall’orientamento sessuale. A loro volta i nostri figli ci hanno insegnato che non esiste solo il genere femminile e quello maschile ma tanti altri, esattamente come in natura, esattamente come da sempre. Il loro vero privilegio è quello di “non avere paura”».

Pierpaolo Piccioli va dritto al punto e non nasconde il proprio rammarico rispetto ad argomenti e temi che dovevano per lui essere ovvi, nel 2022.

«Pensare che ci sono persone, esseri umani che in questo momento possano temere, avere paura, delle conseguenze di queste elezioni mi da alla testa. Pensare che ci sono politici che usano il tema sociale per fare politica quando la politica, quella vera, dovrebbe solo essere in grado di tutelare il dibattito sociale, mi obbliga a non tacere le mie preoccupazioni. Io voglio che i miei figli siano liberi, voglio che possano essere, sperare, sognare, senza mai nemmeno per un attimo accettare di avere paura, mai. La violenza è regressione, l’omofobia è regressione, la necessità di categorizzare l’anima è regressione. L’odio è paura e la paura è mancanza d’amore e l’amore per se e per l’altro deve essere tutelato e garantito da diritti solidi, granitici».

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