Ciò che Miuccia Prada ci ha sempre insegnato, è di andare al di là di ogni concetto prestabilito. Immergersi in immaginari nuovi, magari inaspettati, magari con un esito non sempre conforme a quello che ci si aspettava, ma rischiare diventa per Prada un verbo imperativo, che ne ha fatto la fortuna sin dagli esordi. La sfilata Spring Summer 2025, curata, come sempre, insieme a Raf Simons, ci ricorda che l’errore non sempre porta con sé un’accezione negativa, ma che può aprire le porte verso un’infinità di possibilità in cui riconoscersi. I nostri errori ci rendono unici, e imparare ad accettarli come componente essenziale dell’esistenza, ci salva da quello che forse è l’unico errore da cui non si può tornare indietro: la noia.
La collezione, che ha sfilato oggi, 19 settembre 2024, verte tutta sui contrasti, che si susseguono con spontanea audacia, in una palette di colori vibrante e in una miriade di dettagli articolati e singolari. Da midi dress floreali a pesanti anelli d’argento che decorano gonne in pelle, quando pensi di aver trovato una coerenza a tutto lo show, devi immediatamente ricrederti, per essere pronto ad accogliere, con la medesima curiosità, un’altra suggestione. I pantaloni calzamaglia in maglieria, in colori pop, si sposano “imperfettamente” con i maglioni con scollo a V o le polo sottili; gli oversize pants portati dentro gli stivali incontrano i crop top e cinture in pelle con dettagli borchiati. Body e mini shorts più simili a culotte che pantaloni, vengono indossati con sopra capospalla leopardati iper sofisticati, mentre coreografici tubini decorati con paillettes effetto specchiato si incontrano con giubbotti k-way in colori fluo come l’arancio. E ancora, un concetto che avevamo già visto nella sfilata maschile dello scorso giugno, le camicie spiegazzate vengono portate con apparente noncuranza su pantaloni da impiegato, decorati con cinture trompe l’oeil. Visiere futuristiche coprono completamente gli occhi e sono caratterizzate da grossi oblò argentati. Gli accessori, come scarpe e borse, recuperano parte dell’archivio del brand, che ritroviamo nelle “Brogues espadrillas” con platform multicolor, ma anche nelle silhouette dritte ispirate agli anni ’20 di alcuni abiti.
Design tipici di una certa eredità di borghesia milanese vengono reinterpretati secondo i codici di Miuccia; scardinandoli da quella serietà istituzionale ma catapultati in un affascinante e dinamico mondo di ironia provocatoria, e contrasti intellettualmente vivaci. Cappottini con bordatura in pelliccia ecologica, flat shoes o mary jane, borse a secchiello e occhiali oversize geometrici che coprono quasi interamente il volto, kitten heels a punta o sneakers sottilissime, tutto è sbagliato ma tutto è estremamente convincente. Ritroviamo fortemente in questa sfilata alcuni dei temi tipici del brand italiano, ma anche la loro capacità di poter essere rimescolati di volta in volta per un risultato sempre diverso. Indossare una blusa in chiffon a collo alto con culotte si può? Certo che sì. Lasciare che i propri capelli si intersechino disordinatamente dentro una collana composta da sfere colorate e geometriche? Anche. Dettagli rubati al mondo del fetish, come le imbracature portate in vita, possono essere portati sopra gonne lunghe al ginocchio e strutturate degne delle più stravaganti delle educande? Assolutamente sì. Non c’è niente di male nel sbagliare, sarebbe molto peggio non concedersi la libertà di essere se stessi.
[📷 Getty Images; 📹YouTube:Prada]