Regina Elisabetta si è spenta oggi all’età di 96 anni, dopo 70 anni di regno

Schermata nera, “This is the Bbc from London”, una foto di Elisabetta e “God save the Queen” in sottofondo. Il momento è arrivato, l’annuncio è ufficiale e lo da prima la Royal Family sui suoi canali, poi la BBC: la Regina Elisabetta è morta. Dopo ore frenetiche, a seguito del peggioramento registrato in mattinata, Sua Maestà se n’è andata serenamente alle 19:32 nel Castello di Balmoral. «La regina è morta pacificamente a Balmoral questo pomeriggio. Il re e la regina consorte rimarranno a Balmoral questa sera e torneranno a Londra domani», recita il post. Raggiunta dai suoi figli e dagli altri reali, capitanati da Carlo, erede al trono, ha tracciato una linea nel corso della storia. C’è un prima Elisabetta e un dopo Elisabetta. 96 anni, di cui 70 al trono, festeggiati pochi mesi fa con il Platinum Jubilee.
 
Piove su Balmoral, in Scozia. Non scatta il piano “London Bridge”, ma quello “Unicorn”. La Scozia si ferma, il Parlamento chiude, le comunicazioni partono, fitte verso i Paesi del Commonwealth. Ma piove anche a Londra, anzi diluvia d’improvviso alle 18:02, e nel cuore dei britannici, già numerosi davanti a Buckingham Palace ben prima della notizia. I giornalisti della BBC si cambiano repentinamente l’abito, anche l’home page del portale online. Il nero che corrisponde al lutto. È finito tutto, ma non è finito niente. God save the queen, ma anche the king. Che sarà Carlo, tranne sorprese.
 
Inaspettato dalla mattina, certo nel pomeriggio. Era il 6 febbraio 1952 quando saliva al trono, da allora, in un mondo che si riprendeva dalla seconda guerra mondiale, è stata testimone e protagonista della storia, oltrepassando quasi un intero secolo, tra controversie e momenti leggendari. Non ha abbandonato il suo Paese fino all’ultimo. E solo martedì, con le mani livide ma sempre sulle sue gambe, ha nominato la nuova prima ministra britannica Liz Truss. Ora raggiunge il compagno di una vita, Filippo, lasciando nella popolazione un vuoto enorme e nel mondo una mancanza che farà ancora più rumore, in un’epoca in cui domina l’incertezza.

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