Regina, ma non per caso: Beyoncé si toglie la corona e indossa un cappello da cowboy

«Mi sento onorata di essere la prima donna nera con il singolo n.1 nella classifica Hot Country Songs. Questo non sarebbe successo senza l’espressione del sostegno di ognuno di voi. La mia speranza è che tra anni, la menzione di una razza d’artista, in relazione alla pubblicazione di generi musicali, sia irrilevante». Beyoncé una settimana fa parlava così di “Cowboy Carter”, l’act II uscito questa notte di “Renaissance”. Un progetto che ha impegnato 5 anni della sua vita e carriera, per niente vani.

Sfidare la storia, affrontarla e vincere. L’artista texana in realtà è andata oltre. Perché ha toccato un genere storicamente “bianco”, si è messa in gioco, è uscita dalla sua zona di comfort. Già a partire da “American Requiem”, primo brano del disco, in cui velatamente ha affrontato forse il casus belli che l’ha portata a fare questo album. Ovvero l’esibizione ai Country Music Awards 2016 con “Daddy Lessons”, a cui seguirono polemiche di chi la riteneva non “abbastanza country”, così come l’esclusione nel 2016 di quel brano dalla categoria “country music” ai Grammy. La sua audacia e determinazione sono un’altra lezione in un mondo che ancora fa i conti con il razzismo – negli USA, ma anche più vicino di quello che pensiamo.

E allora spiccano la presenza di Linda Martell, icona silenziosa per gli afroamericani, prima donna nera in assoluto a suonare al Grand Ole Opry, famosa istituzione country di Nashville, ma anche quella di sua figlia Rumi di appena 6 anni in “Protector”, o di un’altra leggenda del genere come Willie Nelson. E poi la cover di “Jolene” dell’eterna Dolly Parton, presente in “Dolly P”, in cui nel testo modificato parla l’infedeltà di suo marito, Jay-Z, come già fece in “Becky with the Good Hair” nel 2016 in “Lemonade”. Ci sono i duetti, come con Miley Cyrus e Post Malone, e perfino un pezzo in cui canta in italiano, “Daughter”, l’aria settecentesca “Caro mio Ben”. Forse “Cowboy Carter” non sarà un album abbastanza country per alcuni, ma, come ha detto lei, è un disco di Beyoncé. Una Regina della musica che fa quello che le pare e lo fa bene. Non con la corona, stavolta, ma con un cappello da cowboy in testa.

[📸 Instagram: beyoncé]

Tags: Cowboy Carter , Beyoncé , musica