Saint Laurent Summer 2027: se questo è un addio, che brilli per sempre

Una magnificenza annunciata. Erano bastati, dopotutto, gli imponenti chandelier che sembravano sospesi nel cielo, con vista sulla Torre Eiffel, per anticiparci ciò che di lì a poco sarebbe apparso in passerella. Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent, ultimamente più chiacchierato del solito in merito a un possibile addio alla maison parigina, ci ha abituati da tempo a una perfezione a dir poco commovente dei suoi show: un mix di magnetismo, austerità, sensualità oscura e precisione chirurgica, mai priva di emozione, che ben pochi designer possono vantare. E questa sera non ha fatto eccezione.

Per la Spring Summer 2027, Vaccarello ha trasformato – per pochi, intensissimi minuti – Parigi in una vera e propria città dell’oro. Una scelta non comune e certamente rischiosa: affidare a un’unica nuance, per di più così impattante, l’intera collezione. Eppure, l’oro di Vaccarello si spoglia di qualsiasi connotazione didascalica e attraversa una molteplicità stilistica che lo rende desiderabile, oltre che abbagliante.

È l’esaltazione dello stile Saint Laurent degli anni ’80, un decennio ormai esplorato da tempo da Vaccarello e che in questa sfilata trova la sua massima espressione. È il Saint Laurent delle campagne di Opium, dall’attitude lussureggiante, massimalista, barocca, ma sempre sofisticata, attraversata da tocchi esotici: quelli dei cieli fiammanti delle terre amate da Yves, come Orano e Marrakech, che qui ritroviamo negli orecchini esagerati, nelle bandane dai dettagli gioiello, nei drappi di tessuto indossati come sciarpe, coreografici e dai colori vividi.

È un oro scritto attraverso tessuti metallici e riflettenti, ricami finemente elaborati, texture animalier e superfici laminate. È oro nelle giacche oversize, nelle sahariane, nei tailleur completi, nei minidress dai dettagli furry resi ancora più preziosi da bottoni gioiello, nelle gonne sensualissime dagli spacchi vertiginosi.

Un oro che rende le donne potenti, fiere, proprio come Yves stesso amava rappresentarle. Sul finale, alcuni look in nero rappresentano la controparte oscura che da sempre appartiene al DNA della maison: sontuosi capospalla in velluto, abiti monospalla in chiffon che sembrano fluttuare nell’aria di Parigi. Il giorno e la notte, che a volte amano mescolarsi. Talvolta, contrapporsi. Ma senza mai perdere la loro magia.

E se questo fosse davvero l’addio di Vaccarello a Saint Laurent, forse non potrebbe esserci finale più appropriato. Una collezione immersa nell’oro, una visione finale di potere, sensualità e oscurità, destinata, se questo è davvero un addio, a brillare per sempre.

[📷 Getty Images]

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