Il prêt-à-porter di Schiaparelli, maison guidata dal visionario Daniel Roseberry, sfila a Parigi con la collezione FW24-25, dedicata al prossimo inverno. L’eccellenza dell’alta moda si fonde con l’arte del saper vestire, requisito essenziale per le collezioni ready-to-wear che tuttavia non fa scendere il direttore creativo a compromessi, e gli permette di infondere la sua peculiare visione del lusso anche nelle proposte più casual.
A partire dalla parata di tailleur che caratterizza l’incipit dello show, dai tagli più ariosi in grigio e in beige, ai più sfiancati in nero e in denim, tra pantaloni baggy e longuette aderenti. Non manca mai il dettaglio dorato – colore identificativo della maison – che illumina i look, sotto forma di bottone o bordature preziose, mentre le cravatte, che ricordano delle trecce di veri capelli, suscitano una riflessione surrealista e grottesca. Per poi spostare l’attenzione sui capispalla, elemento fondamentale della stagione invernale, con una selezione di cappotti neri fermati sul colletto da una spilla dorata, caban morbidi e lunghi doppiopetto a quadri o in mohair bianco. La ricerca minuziosa sull’outerwear porta in scena anche piumini corti, chiodi con colli furry, giacche in pelle glossy e pellicce con inserti in pelle.
Immancabile l’elemento d’archivio, a cui Roseberry non rinuncia mai: il celebre cappello-scarpa della collezione autunno-inverno 1937-1938, concepito dal genio di Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí. Per la FW24-25, tra le calzature i protagonisti sono gli ankle boots in pelle e i lunghissimi cuissard in vernice, abbinati alle minigonne a pieghe, mentre tra gli accessori spiccano i cappellini e i bonnet con visiera, gli orecchini a cerchio dorati e le immancabili Face Bag.
Ma è sul luminosissimo finale che Daniel Roseberry lascia sfogare il suo genio creativo, in un’ode al surrealismo tipico della fondatrice della maison. Il richiamo all’arte, qui complementare alla moda, prende forma attraverso gli optical dress aderenti – come quello, preziosissimo, sfoggiato in chiusura da Vittoria Ceretti -, i blazer destrutturati senza una manica, i tank top con intagli a forma di lucchetto, gli abiti asimmetrici e i top in organza con frange che compongono motivi geometrici. Ancora una volta, Schiaparelli dimostra la sua inaspettata concretezza con una collezione che esplora l’ordinario, affiancando ai voli pindarici dell’haute couture una nuova ricetta inedita, che riesce a rendere sorprendente anche il quotidiano.
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