“Sì, lo voglio!” ecco le strategie di marketing più convincenti dei brand

Cosa rende un marchio più interessante di un altro? Aldilà della qualità dei prodotti, negli ultimi anni i brand hanno escogitato strategie di marketing catchy e innovative per aggiornarsi, reinventarsi, lanciare nuove iniziative e convincere una fascia sempre più ampia di clienti. Dalla moda al mercato del food, i consumatori oggi preferiscono direzionarsi verso un’azienda dal “pacchetto completo” che convince fin dal dal primo sguardo, e l’importanza di una strategia pubblicitaria immediata diventa sempre più cruciale. Mentre i loghi di moda si liberano delle grazie puntando ad un aspetto sempre più minimal, nel settore food la sostenibilità è una tematica fondamentale per una fascia crescente di consumatori, perciò moltissimi brand si stanno orientando verso variazioni e rielaborazioni del packaging. È il caso di Mulino Bianco, che dopo l’ultimo restyling del 2005 ha deciso di aggiungere fiori, spighe di grano e un’ape al classico logo, marcando il suo impegno sul tema della salvaguardia dell’ambiente. Negli ultimi tempi è stata esemplare la scelta di Decathlon in Belgio, che per lanciare il servizio di Reverse Shopping che mira a riutilizzare i prodotti usati, ha ben pensato di invertire il suo nome per un mese. Ma ci sono anche brand che puntano su strategie di marketing molto più indiscrete: è il caso di A-Style, con la sua famigerata operazione di guerrilla marketing negli anni ’00, o Vestiaire Collective, che ha deciso di canzonare il gergo della moda con frasi ironiche appese per tutta Milano. Gucci invece, dal canto suo, ha letteralmente imbrattato la vetrina di Balenciaga con una bomboletta verde fluo. Ecco una carrellata di alcune delle operazioni di marketing più convincenti, di ieri e di oggi!

Il Reverse Shopping è il ri-acquisto da parte del retailer di alcuni prodotti che i clienti non utilizzano più. Si tratta di un metodo circolare per evitare gli sprechi e rimettere in commercio prodotti di seconda mano, riparati e messi a nuovo, dedicandosi a chi non può acquistare a prezzo pieno. Decathlon inverte il suo nome e diventa così Nolhtaced, sensibilizzando i clienti sul tema della sostenibilità in modo catchy e divertente.

Un modo divertente per promuovere la moda second-hand? Ci pensa Vestiaire Collective, piattaforma francese di capi d’abbigliamento di seconda mano, che ha riempito le strade di Milano con frasi che ironizzano sul gergo del settore moda, ad esempio “Non è brutto, è Ugly Chic” oppure “La Tua Cabina Armadio È Più Pienah Di Te?”, attirando l’attenzione verso una scelta sostenibile.

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Dopo il restyling del 2005, Mulino Bianco ha deciso di affrontare una tematica delicata e cruciale e comunicarlo ai consumatori attraverso il perfezionamento del proprio logo. La scritta “Barilla” viene rimossa completamente, il mulino appare più grande e ala ghirlanda si aggiungono fiori, spighe di grano e una piccola ape. La cura, non solo dei prodotti, ma anche dell’ambiente, diventa la base da cui partire.

Emblematica la scelta di A-Style, brand fondato nel 1999 e ritirato nel 2015. Ve lo ricordate? Una A con l’aggiunta di due puntini ricreano una posizione erotica su sfondo giallo che negli anni ’00 è stata tappezzata per le strade di Milano, lanciata sotto forma di coriandoli al Pitti Uomo e disegnata sull’asfalto con una bomboletta spray durante il Tour de France. Si chiama guerrilla marketing e ha decisamente colto nel segno.

Anche voi avete notato che i loghi delle case di moda sono stranamente…Tutti simili? Negli ultimi anni sempre più brand si sono voluti uniformare attraverso font bastoni (privi di grazie), per comunicare flessibilità alle nuove generazioni e approcciarsi con più versatilità nel formato digitale.

[Crediti foto: profili Instagram @decathlonbe e @wearesocialit]

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