Da tempo ormai, non si fa che parlare di un possibile ban richiesto degli Stati Uniti per la celebre applicazione TikTok, il cui proprietario ByteDance è stato accusato da funzionari e legislatori statunitensi di avere legami con il governo cinese. Come riporta anche la “BBC”, infatti, in molti avrebbero “sollevato preoccupazioni in merito alla sicurezza nazionale dell’app, sostenendo che Pechino potrebbe costringerla a consegnare i dati dei suoi 170 milioni di utenti statunitensi”.
E mentre Lemon8, applicazione “parente” di TikTok, cresce negli USA, oggi – venerdì 10 gennaio 2024 – la Corte Suprema degli USA ascolterà le argomentazioni relative al destino del social per capire se vietare o meno l’app nel Paese. Come si legge sul “The Guardian”, «Tale divieto dovrebbe entrare in vigore il 19 gennaio (2025, ndr.), a meno che ByteDance non venda le attività di TikTok a una società non cinese. Sebbene ByteDance abbia la possibilità di disinvestire, ha affermato in un deposito legale che la cessione “semplicemente non è possibile: non commercialmente, non tecnologicamente, non legalmente”».
Stando sempre a quanto riportato dal portale, le argomentazioni orali dovrebbero essere della durata di due ore, durante le quali ognuna delle due parti potrà esporre la propria tesi. In questo scenario, però, si inserisce anche il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che, recentemente, si è espresso rispetto alla vicenda dichiarandosi contrario al divieto dalla piattaforma, richiedendo il rinvio della decisione della Corte Suprema sostenendo di poter risolvere la questione una volta entrato in carica.
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