Ultimo: “Sbagliato limitare la capienza anche con il green pass”

Il “caso Salmo” sta spingendo diversi artisti a riflettere sull’organizzazione dei concerti in tempi di covid. Dopo Francesco De Gregori è stata la volta di Ultimo che ha pubblicato un post sul suo profilo Instagram. “Il problema dei concerti è che nessuno si prende la responsabilità di decidere cosa fare e come farlo. Ci sono concerti che non sembrano concerti, serate in discoteca che sembrano concerti, assembramenti concessi e assembramenti vietati… che senso ha poter prendere ogni giorno aerei dove sono tutti attaccati (in un luogo CHIUSO e PICCOLO) e poi per dover fare un concerto in uno spazio APERTO e GRANDE, la gente deve stare seduta con mascherina e distanziata? Ah, ci sono anche concerti veri, fatti in paesi vicino al nostro. Lì si può andare volendo. Hanno tutti paura di decidere, perché farlo comporta delle conseguenze. E se queste dovessero essere negative, si perderebbero consensi. Ma la politica non può basarsi sul porto sicuro e sul non muoversi per paura di sbagliare. Siamo fermi da 2 anni e abbiamo la necessità di tornare a fare il nostro mestiere, come sta succedendo in altri paesi del mondo. Io non sono un tecnico, ma se abbiamo introdotto il green pass, proviamo a tornare tramite questo strumento: con responsabilità e civiltà reciproca. Perché oltre il green pass sinceramente non so cos’altro possa esserci… se anche con questo strumento continuiamo a limitare le capienze per me è sbagliato. C’è un virus e lo sappiamo tutti, ma dobbiamo poter tornare a vivere per imparare a convivere con lui. Senza terrore ma con grande attenzione. Si può fare”.

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