Vladimir Putin firma una legge che vieta la propaganda LGBT tra gli adulti

Rapporti sessuali non tradizionali. Sono quelli della comunità LGBT, colpita nuovamente da una forte restrizione della libertà in Russia. Il presidente Vladimir Putin ha infatti ratificato oggi, con la sua firma, l’entrata in vigore di una legge che amplia le restrizioni nel Paese riguardo la promozione della cosiddetta “propaganda LGBT”. La legge infatti vieta di fatto qualsiasi espressione pubblica di comportamento o stile di vita LGBT. O meglio, riportando le parole condivise dall’agenzia stampa russa TASS, vieta completamente la propaganda di rapporti sessuali non tradizionali, la riassegnazione di genere e la pedofilia, secondo la legge approvata dalla Duma di stato russa.

D’ora in poi qualsiasi azione o diffusione di informazioni ritenute come tentativo di promuovere l’omosessualità in pubblico, online o all’interno di film, tramite libri o pubblicità, potrebbe incorrere in un multa pesante. Il decreto presidenziale va ad ampliare le restrizioni approvate in passato tra i minori, sulla “dimostrazione” del comportamento LGBT, come dice Reuters. Così facendo il divieto viene esteso anche sui social e sul web. I siti con all’interno propaganda di rapporti sessuali non tradizionali, pedofilia e cambio di genere saranno inseriti nel registro delle risorse proibite che potranno essere soggette a blocco, grazie anche alla procedura autorizzata della procedura di monitoraggio di Internet per individuare tali siti.

Le multe, come riportato dal Corriere della Sera, per i trasgressori arriveranno fino a 80 euro, con la cifra che potrà decuplicarsi in caso di pubblici ufficiali, come gli insegnanti. Le persone giuridiche, cioè le case editrici, rischiano invece fino a circa 16 mila euro e la sospensione dell’attività per 90 giorni.

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