Volodymyr Zelensky, la sua partecipazione a Sanremo scatena polemiche tra gli esponenti politici

Solo pochi giorni fa Bruno Vespa, in collegamento con Mara Venier a “Domenica In”, ha rivelato la volontà del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di intervenire al prossimo Festival di Sanremo. Dopo aver parlato con il direttore artistico e conduttore della kermesse, Amadeus, Vespa ha quindi riferito al presidente che sarebbe stato atteso «nella serata finale del Festival». Un videomessaggio registrato della durata di pochi minuti che dovrebbe andare in onda alla fine della gara dei cantanti è però stato in grado di suscitare non poche polemiche soprattutto nel mondo della politica.

Già intervenuto in video in occasione dei Grammy, del Festival di Cannes, del Festival di Venezia e dei Golden Globes, Zelensky rappresenterebbe per molti, come Maurizio Lupi di “Noi Moderati” un’altra occasione per «ricordare che c’è un popolo aggredito che lotta per la propria libertà e indipendenza» mentre, per altri come Carlo Calenda ed esponenti del Movimento 5 Stelle, «I contesti in cui un presidente in guerra dev’essere presente sono altri» poiché, oltre al “rischio di banalizzazione [della guerra]” in un “contesto così leggero”, il palco di Sanremo, rimarca Matteo Salvini, «dovrebbe rimanere riservato alla musica».

Nel frattempo, tra la pioggia scrosciante di critiche, i consiglieri Rai sembrano volere rassicurazioni sul videomessaggio preregistrato che il presidente ucraino porterà al Festival e le relative tutele riguardo eventuali prese di posizione che potrebbero conseguentemente nuocere all’azienda. 

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