Come riportato dalla “BBC”, il ritrovamento del cono di coda identificato come appartenente al sommergibile Titan – scomparso con a bordo cinque passeggeri che si erano imbarcati nella giornata di domenica per esplorare il relitto del Titanic -, oltre ad altri cinque dei suoi pezzi principali, sarebbe coerente con una “catastrofica perdita della camera a pressione”. Pertanto, a seguito anche dell’ipotetica fine – secondo i recenti calcoli – dell’ossigeno all’interno del sommergibile, la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha deciso di porgere le proprie condoglianze alle famiglie di coloro che viaggiavano all’interno del sottomarino.
«Posso solo immaginare come sia stato per loro» afferma il contrammiraglio John Mauger, il quale dichiara inoltre la posizione dei detriti ritrovati come coerente con «una catastrofica implosione della nave». Mauger, dal canto suo, sottolinea però di non essere in grado di assicurare che la stessa Guardia Costiera potrà effettivamente recuperare i corpi dei dispersi in quanto, le profondità marine, rappresentano «un ambiente incredibilmente spietato».
Secondo quanto riportato, si ritiene che il luogo dell’incidente possa trovarsi a circa 487 metri dalla prua del relitto del Titanic, luogo dove non sono presenti detriti relativi alla celebre imbarcazione. Per ciò che concerne la dinamica e la tempistica relative all’accaduto, la Guardia Costiera afferma che continuerà a svolgere le proprie indagini iniziando però a smobilitare la grande quantità di professionisti accorsi in loco entro le prossime 24 ore.
In una nota riportata anche dall’ “ANSA”, inoltre, è stata la stessa OceanGate, società proprietaria del sottomarino, a confermare la morte dei suoi cinque passeggeri scrivendo «Crediamo che l’equipaggio del nostro sommergibile sia morto».
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