Ci sono pochi capi capaci di attraversare epoche, generazioni e culture come un paio di jeans: cambiano le forme, i lavaggi e il modo in cui li indossiamo, ma il denim porta con sé i segni del tempo, si modifica insieme a chi lo indossa e soprattutto non ha mai raccontato una storia sola. È proprio da questa idea che nasce Voices of Denim: A Living Cultural Language, il progetto di AFRO Fashion Association e Levi’s® che, dopo quasi un anno di ricerca, mentorship e produzione creativa, arriva alla sua fase finale con una mostra immersiva a Casa degli Artisti, aperta gratuitamente al pubblico fino al 2 ottobre 2026.
Presentato per la prima volta durante Communities at Work, in occasione della Milano Fashion Week dello scorso febbraio, Voices of Denim parte dal denim per parlare in realtà di molto altro: memoria, identità, lavoro, movimento, resistenza e trasformazione. A incontrarsi sono l’heritage di Levi’s®, inevitabilmente legato alla storia di questo tessuto, e il lavoro che AFRO Fashion Association porta avanti per creare opportunità concrete per i talenti BIPOC all’interno dell’industria creativa.


Il progetto dà visibilità a nuovi nomi e costruisce intorno a loro un percorso fatto di competenze, relazioni, confronto e produzione. I talenti coinvolti provengono da discipline differenti, come fashion design, fotografia, arti visive, cinema, styling, curatela, sound e design, e sono stati accompagnati durante l’anno da figure provenienti dalla moda, dall’editoria e dalle industrie creative, tra cui Cara Fenu e Paul Dillinger del team design di Levi’s®, Edward Buchanan, Tamu McPherson, Michelle Francine Ngonmo, Francesca Ragazzi, Walter D’Aprile, Cristina Baruzzi e Idris Balogun.
Alcuni dei creativi hanno utilizzato materiali deadstock Levi’s® per realizzare look manifesto, altri hanno lavorato sulla fotografia, sullo styling, sulla direzione creativa, sul sound design, sulla produzione editoriale o sulla progettazione della mostra. Il denim diventa così una base comune sulla quale ognuno può intervenire con il proprio linguaggio e la propria esperienza, mettendo l’heritage del brand in relazione con prospettive nuove.


Curata da Jordan Anderson, la mostra lascia che tutte queste identità convivano all’interno di un’unica grande narrazione. Casa degli Artisti assume così l’aspetto di un cantiere aperto: ponteggi in acciaio verniciato, reti metalliche, pannelli in multistrato, corde, denim, teli e drappeggi costruiscono un ambiente volutamente non definitivo, realizzato in larga parte attraverso materiali già utilizzati in precedenza. Ciò che normalmente rimarrebbe dietro le quinte viene portato davanti agli occhi del pubblico, fino a diventare parte stessa del racconto.
Proprio come il denim, un materiale che cambia, anche il percorso della mostra si trasforma, costruito attraverso trasparenze, reti, tende e drappeggi che non permettono di vedere tutto immediatamente. Bisogna muoversi, attraversare lo spazio e cambiare punto di vista. Non esiste quindi un unico percorso, così come non esiste una sola voce attraverso cui leggere il progetto.


Il vernissage del 24 settembre ha portato questa idea anche fuori dalle opere, trasformando la serata in un incontro tra moda, arti visive, gastronomia e musica. Immaculate Ruému, Executive Chef, culinary researcher e creative entrepreneur, ha realizzato insieme a Degustazione Ristoro e Dispensa una proposta gastronomica che mette in dialogo le sue radici nigeriane con la sua esperienza italiana. Red Longo, artista di origini etiopi, ha presentato una performance legata alla sua ricerca tra moda e arti visive, mentre Polly & Pamy hanno costruito l’identità sonora della serata con Echoes & Frequencies, un DJ set che unisce sax live e influenze elettroniche contemporanee.
Dietro la costruzione dell’identità del progetto c’è inoltre Macs Iotti, Executive Creative Director di Voices of Denim, che ne ha guidato Exhibition Design e Art Direction attraverso MACSIOTTI Studio, lavorando insieme alla Design Direction di Filippo Antonioli. Studio Exhibita, fondato da Marco Ramon, ha invece seguito la produzione e il supporto alla progettazione dell’evento.

[📸 Courtesy of Levi’s® / Ph. Colonna Luigi]